RECENSIONI
"Il Resto del Carlino"
Fra i diversi sperimentalismi, le contaminazioni etniche e le nuove frontiere del jazz internazionale, imbattersi in un concerto che ripercorre le tappe fondamentali di una storia densa di significati poetici e musicali, diventa un'occasione non solo di ascolto ma anche di riflessione. Da Hart, Porter a Gershwin, come si legge sul copione, per riprovare le emozioni live delle canzoni che hanno tracciato uno stile e un genere che ancora oggi non conosce limiti alla fantasia individuale del musicista.Quartetto dotato di grande lirismo, presenterà un programma di brani scelti allinterno del songbook americano: un omaggio ai più grandi compositori di metà secolo. La ritmica sarà quella di Gianni Cazzola, batterista di fama internazionale, uno dei grandi del jazz in Italia.
"La Gazzetta di Parma"
Caloroso successo del Rita Cervellati Quartet alla «Giovane Italia»
Omaggio ai maestri jazz
Sono tutti musicisti che sanno leggere tra le note degli spartiti
Fra i diversi sperimentalismi, le contaminazioni etniche e le nuove frontiere del jazz internazionale, imbattersi in un concerto che ripercorre le tappe fondamentali di una storia densa di significati poetici e musicali, diventa un'occasione non solo di ascolto ma anche di riflessione. Da Hart, Porter a Gershwin, come si legge sul copione, per riprovare le emozioni live delle canzoni che hanno tracciato uno stile e un genere che ancora oggi non conosce limiti alla fantasia individuale dello strumentista. Ed è proprio quello che è accaduto venerdì sera al Jazz Club Louis Armstrong della «Giovane Italia» per il concerto del Rita Cervellati Quartet.
Un successo, e per lo spartito e per l'originale performance, grazie a una divertente scelta nell'improvvisazione, che ha caratterizzato ogni brano in scaletta. Un'improvvisazione ben riuscita, avvalorata da un interplay di grande effetto, in cui ogni parte si è ritrovata su piani diversi, anche se ogni direzione intrapresa dai musicisti ha apportato nuovi e differenti contributi, nel coinvolgimento del tema.
Ma non è stato un successo a sorpresa: il pubblico già sapeva cosa poteva accadere sul palcoscenico della "Giovane Italia" di Piazzale Santa Croce. Andrea Dondi al pianoforte, Stefano Belluzzi al contrabbasso e Paolo Mozzoni alla batteria: tre musicisti per i quali ormai ogni presentazione sarebbe inutile. Tre musicisti che hanno saputo per così dire leggere fra le note dello spartito del jazz. La scuola del territorio passa proprio da loro, da questi jazzisti, nel vero senso della parola, che hanno colto nel segno di una tradizione in cui l'arte si fa incondizionata e l'espressività diventa finalmente libera dal rigorismo accademico.
Dondi è riuscito a far sua la canzone stemperando la melodia, armonizzandone i contenuti, sempre in un unico contesto culturale, in quanto ogni improvvisazione è rimasta entro le categorie classiche, senza infettarsi di influenze dettate dalle ricerche contemporanee. Dondi in pratica, pur improvvisando, è rimasto nella storia del jazz, con grande rispetto per l'opera dei maestri. Più innovativi Belluzzi e Mozzoni, con i quali la creatività si è colorata di tinte forti e che si è manifestata anche con assolo ripetuti e vivaci. Soprattutto Mozzoni ha cambiato più volte i tempi della sua batteria, apportando ai brani soluzioni divertenti e ben collaudate. Alla fine un jazz che se da un lato è rimasto fermo sulla tradizione, dall'altro ogni musicista ha offerto successivi e distinti stimoli per costruire dialoghi sorprendenti.
Così come ha sorpreso la cantante Rita Cervellati di Bologna. Una bella prova, la sua. Una prova in cui ha dimostrato non solo le capacità tecniche per il canto jazz, ma anche una voce profonda, che non si sporca mai con gli eccessi, per rimanere in quello che si dice il giusto mezzo. Una voce ben controllata, che sa interpretare la melodia e il ritmo, arricchito da quei simpatici giochi che tanto piacciono alla bravissima Tiziana Ghiglioni. E Rita Cervellati non ha avuto alcuna difficoltà a inventarsi il proprio strumento vocale e ad aggiungere un nuovo e importante timbro al trio, firmandone con cura uno stile.
Mara Varoli